Disfunzioni del pavimento pelvico

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Il parto è un evento naturale e rappresenta l’apice del perpetuamente della vita. Purtroppo, pur trattandosi di un momento lieto, anch’esso può essere fonte di complicazioni, soprattutto e più frequentemente a carico delle strutture perineali, a rischio di lesione, con ripercussione funzionale sul pavimento pelvico.

Brevi cenni di fisiologia del pavimento pelvico

Il pavimento pelvico riveste numerose funzioni:

  • Esercita sostegno e supporto degli organi pelvici (utero, vescica e sistema ano-rettale);
  • Garantisce la continenza urinaria e fecale;
  • Interagisce sul meccanismo della defecazione;
  • Collabora, in sinergia con il muscolo diaframmatico, durante la respirazione in gravidanza;
  • Supporta l’utero, la vescica ed il retto, contrastando attivamente le pressioni endoaddominali;
  • Contribuisce attivamente, sia nel corso del travaglio di parto, che durante il passaggio del feto nel canale molle del parto (vagina);
  • Contribuisce in maniera sinergica al bacino ai muscoli addominali e alla muscolatura della colonna vertebrale, a mantenere l’equilibrio stabile del corpo durante i movimenti e le attività quotidiane.

È importante sottolineare che la consistenza delle strutture tendinee e connettivali delle fibre muscolari del pavimento pelvico sono modulate dalla quantità di estrogeni e progesterone presenti. Un alterato quadro ormonale, come la carenza di estrogeni, comporta una ripercussione su tutto il pavimento pelvico predisponendo questa struttura all’insorgenza di disfunzioni pelvi-perineali. A tale proposito modelli sperimentali hanno dimostrato che l’attività dei fibroblasti può essere modulata dal trattamento con estrogeni.

Patologie più frequenti del pavimento pelvico

Le principali disfunzioni sono rappresentate da:

  • Incontinenza urinaria nelle sue tre forme: da sforzo, da urgenza e mista;
  • Ritenzione urinaria;
  • Stipsi e/o incontinenza anale;
  • Alterazioni della statica pelvica (prolassi urogenitali e anali);
  • Dolore pelvico cronico;
  • Disfunzione perineale strettamente muscolare a carico delle fibre in particolare del muscolo elevatore dell’ano;

Gravidanza e travaglio di parto fattori di rischio perineale

I fattori di rischio per il danno perineale si possono riassumere:

  • Etnia;
  • Età materna superiore ai 35 anni per componente elastica dei tessuti collagene;
  • Distanza ano-vulvare inferiore a due cm;
  • Ipertrofia muscoli elevatori dell’ano;
  • Presenza di incontinenza urinaria e/o fecale;
  • Ipoplasia genitali esterni;
  • Presenza di mutilazione genitali femminili;
  • Primiparità;
  • Incremento ponderare in gravidanza superiore a 14kg;
  • Traumatismi muscolari da pregressi parti vaginali;
  • Durata del travaglio;
  • Presentazione podalica del feto;
  • Spinte espulsive intempestive;
  • Circonferenza cefalica superiore ai 35 cm;
  • Peso neonatale (macrosomia del feto superiore ai 4200 gr);
  • Applicazione di ventosa o forcipe;
  • Manovre di kristeller;
  • Manovre di disimpegno delle spalle;
  • Distocia di spalla;
  • Parto precipitoso;
  • Lacerazioni perineali;
  • Riparazione per seconda intenzione di lacerazioni perineali;

È’ molto importante una valutazione del pavimento pelvico prima della dimissione della puerpera, ponendo attenzione alla distanza ano-vulvare per la diagnosi di integrità del perineo profondo; beanza vulvare per la valutazione della tonicità del perineo superficiale; alla qualità della cicatrice episiotomica che in futuro potrebbe causare dispareunia ed infine all’assenza di incontinenza urinaria e/o fecale o di altre disfunzioni pelvi perineali.

Terapia

A partire dalle 6/ 8 settimane dopo il parto, se dovessero persistere le disfunzioni appena descritte, si deve intraprendere un percorso terapeutico atto a ricostituire la funzionalità del pavimento pelvico. Tale percorso comprende la fisioterapia mediante gli esercizi di Kegel associati ad applicazioni di creme a base di estrogeni, acido ialuronico, vitamina E ed attivatori del microcircolo.

Terapia con Vagy Combi

Queste terapie, per risultare più efficaci in tempi più brevi, possono essere somministrate con le nuove tecnologie della radiofrequenza e dell’elettroporazione, che permettono in modo indolore e non invasivo la formazione di fibroblasti secernenti, collagene ed elastina e reintegrano così il connettivo che sostiene il pavimento pelvico, apportando una restituzione più veloce della funzionalità perineale ed eliminando sintomi fastidiosi e invalidanti della sfera genitale femminile.


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