Distrofie vulvari nella post menopausa

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Numerose condizioni vulvari si verificano con una certa frequenza nelle donne in post menopausa. I sintomi includono principalmente prurito ed irritazione vulvare, spesso accompagnati da dispareunia, cioè dolore durante i rapporti sessuali. Sono stati usati molti termini per descrivere i disordini di crescita epiteliale vulvare che producono modificazioni non specifiche. Questi termini comprendono: leucoplachia, lichen sclerosus, atroficus vulvite atrofica ed iper plastica e craurosi vulvare.
Il potenziale maligno delle distrofie vulvari si attesta a meno del cinque percento dei casi.

Iperplasia squamosa

L’iperplasia squamosa si verifica più frequentemente nelle donne in post menopausa, ma può presentarsi anche durante gli anni della fertilità. Il prurito è il sintomo più comune e la lesione appare spessa ed ipercheratosica. L’esecuzione di biopsia è essenziale sia per una diagnosi certa che per valutare la presenza di atipie ed eventualmente escludere una componente maligna. Il trattamento prevede applicazioni locali quotidiane a base di creme contenenti dicorticosteroidi per una durata di circa sei mesi. Tali applicazioni sono generalmente sufficienti a provocare una regressione della lesione. Da non escludere le recidive; in tal caso sarà necessaria una seconda biopsia ed un nuovo trattamento della stessa durata.

Lichen sclerosus

Informazioni sul Lichen sclerosus, sono consultabili su questa pagina.

Distrofia mista

La distrofia mista è caratterizzata dalla comparsa, in quantità variabile a seconda della gravità, di tessuto iperplasico e ipoplastico e rappresenta circa il venti percento delle distrofie vulvari. L’atipie si verifica molto più frequentemente nelle distrofie miste piuttosto che nelle distrofie iperplastiche. I sintomi più comuni sono: bruciore, prurito e la già citata dispareunia. La lesione si presenta cheratinizzata con epitelio bianco associato a zone di epitelio chiaro sottile lucido e rugoso. La diagnosi viene fatta a mezzo di biopsia e, per escludere aree di atipie, con biopsie multiple. Il trattamento prevede generalmente l’applicazione quotidiana di corteosteroidi fluorinati in crema per 6/8 settimane, seguita dall’applicazione di creme a base di testosterone per un periodo assimilabile al primo.

Lesioni uretrali

Anche le lesioni vulvari si verificano più comunemente nelle donne in post menopausa e comprendono le caruncole uretrali ed il prolasso della mucosa uretrale. Varie lesioni della cute vulvare, inclusa la chetatosi vulvare, possono essere trattate con estrogeni topici in crema. Lesioni della cute vulvare inclusa la cheratosi seborroica e gli angiomi a ciliegia (e angiomi senili), si verificano comunemente su cute senescente.

Terapia con Vagy Combi

Come già si è trattato ampiamente sulle terapie classiche per il trattamento delle patologie vulvari, si evince che le applicazioni giornaliere protratte nel tempo richiedono pazienza ed attenzione, invalidando la qualità del vivere quotidiano. Oggi gli stessi farmaci possono essere veicolati e somministrati in modo non invasivo, indolore e con più efficacia con intervalli più lunghi (una volta alla settimana anziché applicazioni giornaliere) mediante la radiofrequenza e l elettroporazione. Queste tecnologie permettono ,rispetto al trattamento tradizionale, di raggiunger più in profondità i tessuti lesi e nel contempo una rigenerazione del tessuto connettivo mediante la stimolazione dei fibroblasti, migliorando notevolmente la sintomatologia e soprattutto facendola perdurare più a lungo nel tempo.

 


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