La radiofrequenza in ginecologia

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In ambito ginecologico, accanto alla classica terapia farmacologica, stanno emergendo trattamenti meno invasivi e più efficaci per la cura di diversi disturbi vulvo-vaginali. Questi disturbi possono comparire sia in età fertile, che a seguito del parto oppure dopo la menopausa e comprendono:

  • Atrofia/distrofia genitali
  • Secchezza vaginale
  • Cicatrici post-episiotomiche
  • Vulvodinia
  • Dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali)
  • Disturbi da Atrofia Menopausale (secchezza, bruciore vaginale)
  • Incontinenza Urinaria
  • Problemi Perineali Post Partum
  • Prolasso Uro-Genitale

Per alleviare i sintomi di questi disturbi, a seguito ovviamente di una accurata diagnosi, le cure tradizionali prevedono, a seconda dei casi, la prescrizione di trattamenti ormonali da assumere per via sistemica oppure applicazioni di pomate a base di estrogeni, spesso con lunghi tempi di trattamento ed altrettanta lunga attesa degli effetti benefici della cura.

Fra le nuove metodologie per il trattamento di questi disturbi spicca per efficacia la radiofrequenza capacitivo-resistiva mono-bipolare. Si tratta di una metodica non invasiva, non dolorosa e tramite la quale è possibile la ricostituzione del tessuto connettivo che avviene mediante la stimolazione dei fibroblasti a produrre collagene ed elastina. Attraverso l’utilizzo di questa tecnologia, si genera un campo elettromagnetico tramite un manipolo, provocando localmente un aumento di temperatura e attivando quindi i processi di rigenerazione dei fibroblasti. Il trattamento con radiofrequenza genera una piacevole sensazione di benefico calore, atto a migliorare la trama tissutale ed è indicato anche per il ripristino del tono muscolare; permette una migliore ossigenazione dei tessuti ed un complessivo miglioramento della circolazione linfatica. L’impiego della radiofrequenza in ginecologia è rivoluzionario perché applica una tecnologia non invasiva e consente di compattare, rassodare e tonificare visibilmente i tessuti fin dalla prima applicazione. Il trattamento con radiofrequenza sfrutta il principio della cessione di calore che viene trasferito agli strati profondi provocando la contrazione e la denaturazione delle fibre di collagene nel connettivo. Il risultato di questo movimento è un effetto di stiramento, tonificazione e coesione dei tessuti. Contemporaneamente, la radiofrequenza stimola i fibroblasti a produrre nuovo collagene.

Il trattamento è molto semplice: una volta impostato il livello di radiofrequenza in base all’area ed alla profondità del tessuto da trattare, si effettuano ripetuti passaggi con uno speciale manipolo cosparso di crema arricchita da principi attivi. I risultati sono verificabili immediatamente, già dalla prima seduta, e con un ciclo di trattamento variabile da tre a otto sedute a secondo della patologia, si raggiunge la massima efficacia e si riesce a stabilizzare i risultati conseguiti.

I cicli di trattamento variano a seconda del caso, ma in genere si raccomandano di almeno quattro sedute, una ogni sette/dieci giorni, della durata media di venti minuti ciascuna. Si può asserire che la terapia eseguita con l’ausilio della radiofrequenza produce un giovamento importante nelle donne affette da disturbi post-partum, pre e post menopausa ed a seguito di cure farmacologiche particolarmente invasive. Molteplici sono infatti i disturbi legati alla sfera intima femminile che si possono trattare con l’applicazione di questa tecnologia e che, sebbene nella maggior parte dei casi possono essere classificati fra i fastidi di lieve entità, riescono tuttavia ad influire negativamente sulla conduzione di una normale vita sociale e sessuale. Recenti studi statistici hanno evidenziato che quasi una donna su due sono affette da tali disturbi; avendo ora a disposizione una cura che, senza trattamenti invasivi, senza periodi di recupero post intervento e senza spese esorbitanti può portare immediato sollievo e nella maggior parte dei casi, alla totale scomparsa dei sintomi, perché non approfittarne?


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