middle_aged_1540459739-1200x798.jpg

Vulvodinia

La condizione è diagnosticata per esclusione ed altri problemi vulvovaginali dovrebbero venire esclusi. Vanno considerate infezioni quali la candidosi e la vaginite batterica. Il dolore può essere generalizzato o localizzato nella regione vulvare. Se localizzata, la vulvodinia nella regione vestibolare è definita vestibolodinia, una volta anche chiamata vestibulite vulvare. Il dolore della vulvodinia può interessare il clitoride; questa condizione è chiamata clitorodinia. Non è chiaro se queste condizioni sono manifestazioni della stessa malattia, poiché la diagnosi è la stessa, ma la storia naturale della condizione è ancora oggetto di discussione. Il dolore può essere provocato dal contatto, ed in questo caso si definisce “provocata”, o può essere spontaneo.

Possibili cause

Si stanno investigando varie possibili cause e trattamenti. Tra le possibili cause, vi sono: uso di contraccettivi orali, allergia, sensibilità a sostanze chimiche o organismi che si possono trovare nell’ambiente, malattia autoimmunitaria, simili al lupus erythematosus, tensione cronica o spasmi dei muscoli dell’area vulvare, infezione, ferite, sensibilità chimica e neuropatia. Alcuni casi sembrano effetti avversi di interventi di chirurgia genitale, come la labiectomia. Un ruolo fondamentale nello sviluppo della vulvodinia sembra sia da attribuirsi a un mediatore proinfiammatorio detto mastocita. Tale mediatore ha la funzione di scatenare la reazione infiammatoria, in risposta a qualsiasi danno, infettivo, chimico, o fisico. Nelle donne con vulvodinia il mastocita è sovraregolato, ciò significa che l’area vulvare è perennemente infiammata anche in assenza di una reale minaccia per l’organismo, ovvero che è sufficiente uno stimolo innocuo a scatenare la risposta infiammatoria.

Terapia

Non vi è un approccio uniforme al trattamento, e numerosi trattamenti proposti sono basati principalmente sull’esperienza empirica e su opinioni. Il trattamento è spesso molto diverso da medico a medico e molti pazienti dovranno cambiare trattamento quando i tentativi primari falliscono.

Desideri ritrovare il benessere e la serenità che il tuo disturbo ti ha sottratto?

Chiamami ora al 0382 29073 o fissa una consulenza GRATUITA.

Ascolterò le tue necessità, capiremo insieme la migliore soluzione e ti spiegherò nel dettaglio come funziona il trattamento.

PRENOTA


woman_pregnant_1540468552-1200x800.jpg

Modificazioni Post-Partum della Vagina

problemi post partumLa vagina dopo il parto cambia sostanzialmente la sua morfologia?

Nel corso della mia vita professionale, spesso mi sono sentito chiedere dalle pazienti che avevano appena partorito se la vagina sarebbe tornata alle dimensioni precedenti il parto e quali sarebbero stati i cambiamenti alla ripresa dell’attività sessuale.

Durante il parto i muscoli del canale del parto, nonché quelli dell’area vagino-perineale subiscono una dilatazione notevole, ad opera degli ormoni e dall’azione dello stiramento della parte presentata del feto.

Nonostante il parto si svolga secondo queste dinamiche, permane sempre lo stupore legato a come un corpo così voluminoso possa riuscire a passare da un canale così stretto.

Dopo il parto la vagina dovrebbe ritornare alle dimensioni originarie circa sei mesi dopo il lieto evento, questo però non significa che la donna possa avvertire sostanziali cambiamenti.

A causa dello stiramento dei muscoli pelvici e del loro conseguente indebolimento molte donne riferiscono incontinenza urinaria sia da sforzo che da urgenza, altre un senso di peso ai quadranti inferiori dell’addome, altre la sensazione di una vagina più ampia. In merito a quest’ultima, è bene tener presente che, dopo avere partorito, i muscoli vaginali sono più allungati e rilassati rispetto a prima e questo incide anche sulle sensazioni che si avvertono durante i rapporti sessuali. Queste differenze possono essere sostanziali, ma comunque con il tempo si accettano, infatti “diverso” non vuol dire necessariamente “peggio”.I cambiamenti ormonali che avvengono dopo il parto possono provocare secchezza vaginale, che rappresenta una delle cause di dolore durante il rapporto. Anche l’allattamento al seno riduce la lubrificazione vaginale, senza contare che il dolore avvertito durante il rapporto sessuale può essere dovuto ancora dai postumi del parto.

Per ripristinare il più presto possibile la funzionalità vaginale che cosa si deve fare?

Allenare e riabilitare i muscoli del pavimento pelvico può aiutare la vagina a riassumere più velocemente la sua forma normale. Questo è possibile mediante gli esercizi di Kegel e attraverso nuovi sistemi terapeutici, mediante la radiofrequenza, che in più breve tempo permettono la riformazione del tessuto connettivo e del collagene che sostengono i muscoli.

Come funziona questa nuova terapia?

Il principio che caratterizza questa tecnologia è la produzione di calore a livello dei piani sottostanti la vagina, stimolando la formazione di nuovi fibroblasti e di collagene, provocando di conseguenza il consolidamento e il ringiovanimento dei tessuti vaginali direttamente trattati. Il rimodellamento del tessuto avviene gradualmente già dalla prima seduta. Sempre nell’ambito dello stesso trattamento, mediante il procedimento di elettroporazione, si procede a trasmettere a tutti gli strati vaginali acido ialuronico. In questo modo l’effetto termico, contraente e inoculativo dell’acido ialuronico produce un rimodellamento delle pareti e relativa produzione di collagene. Ne consegue un ringiovanimento della mucosa vaginale, con numerosi vantaggi tra i quali: la stimolazione della vascolarizzazione, la produzione di nuove fibre di collagene, una maggiore elasticità dei tessuti ed un rapido ripristino strutturale e funzionale della vagina. Già al termine del primo trattamento i benefici per queste patologie e sintomatologie sono tangibili.

Caratteristiche del trattamento

La procedura è sicura, non invasiva, confortevole e viene svolta ambulatorialmente. Non presenta controindicazioni, se non alle donne in gravidanza o portatrici di pace maker. La durata media del trattamento è di venti minuti ed i benefici si riscontrano già dal primo trattamento. Non si denunciano effetti collaterali e la paziente può tranquillamente riprendere da subito le proprie attività quotidiane.

Per gli stessi meccanismi d’azione sopra indicati, il trattamento con radiofrequenza ed elettroporazione trova indicazione per la cura di altre patologie, fra le quali:

  • Atrofia vaginale: adatto per combattere i sintomi di secchezza e di bruciore intimi dovuti alla menopausa naturale e/o indotta;
  • Incontinenza urinaria da stress: utilissimo per cancellare l’incontinenza involontaria, a volte provocata da semplici azioni quali un colpo di tosse, uno starnuto o una risata;
  • Sindrome da rilassamento vaginale: adatto per ripristinare l’elasticità e la funzionalità dei tessuti vaginali rilassati permanentemente dopo il parto;
  • Prolasso dei genitali: il trattamento risulta ancora più indicato per coloro che a seguito della menopausa presentano un cedimento strutturale dei tessuti e dei muscoli pelvici, che nei casi più gravi possono comportare un’importante anomalia estetica e funzionale degli organi genitali, compromettendo la qualità di vita della paziente.
Desideri ritrovare il benessere e la serenità che il tuo disturbo ti ha sottratto?

Chiamami ora al 0382 29073 o fissa una consulenza GRATUITA.

Ascolterò le tue necessità, capiremo insieme la migliore soluzione e ti spiegherò nel dettaglio come funziona il trattamento.

PRENOTA


woman_silence_1540467975-1200x800.jpg

Il lichen sclerosus è la più comune lesione “bianca” della vulva.

Sintomatologia

Si può palesare a qualsiasi età, anche se risulta essere più frequente nelle donne in post menopausa. I sintomi sono: prurito, dispareunia (dolori durante i rapporti sessuali) e bruciore.

L’apparire del lichen sclerosus è caratterizzato da un diminuito grasso sottocutaneo, da piccole labbra rese minute oppure assenti, grandi labbra sottili ed a volte cimosi del prepuzio. La superficie della parte interessata appare pallida con fissurazioni ed escoriazioni. La lesione tende ad essere simmetrica e spesso si estende al perineo ed all’area perineale. Anche in questo caso la diagnosi viene confermata tramite biopsia.

LichenTerapia

La terapia tradizionale prevede in prima battuta l’applicazione di creme a base di testosterone e dura in media tre settimane, seguita da trattamento di mantenimento di durata estremamente variabile, a secondo della risposta individuale ai farmaci ed alla persistenza dei sintomi.

Come interveniamo

Come nel caso di altre patologie vulvari, il trattamento mediante radiofrequenza ed elettroporazione porta notevoli vantaggi rispetto alle terapie tradizionali. Anziché sottoporsi ad applicazioni giornaliere e protratte per lungo tempo, gli stessi principi attivi possono essere veicolati e somministrati in modo non invasivo, indolore, con più efficacia e ad intervalli più lunghi (una volta alla settimana). Rispetto al trattamento tradizionale, l’utilizzo di queste tecnologie permette di raggiungere più in profondità i tessuti lesi e nel contempo di attivare una rigenerazione del tessuto connettivo mediante la stimolazione dei fibroblasti, con risultati significativi e duraturi nel tempo.

Desideri ritrovare il benessere e la serenità che il tuo disturbo ti ha sottratto?

Chiamami ora al 0382 29073 o fissa una consulenza GRATUITA.

Ascolterò le tue necessità, capiremo insieme la migliore soluzione e ti spiegherò nel dettaglio come funziona il trattamento.

PRENOTA


woman_bathroom_1540468201-1200x807.jpg

Incontinenza urinariaIncontinenza urinaria femminile: le cause

Diverse cause dell’incontinenza urinaria femminile, fra le quali una gravidanza, l’obesità, l’età e la menopausa indeboliscono la reattività dei muscoli pelvici e il rilassamento dello sfintere dell’uretra e contribuiscono all’insorgenza di perdite di urina che invalidano la vita quotidiana della donna, obbligandola a ricorrere agli assorbenti intimi per proteggersi dalla paura di bagnarsi in luoghi o in occasioni inappropriate o di emanare cattivi odori che possono portare ad isolarsi o ad evitare relazioni sociali. Anche il parto naturale può predisporre all’incontinenza temporanea o anche permanente a causa dello stress sofferto dalle strutture vaginali al passaggio del neonato. Anche la stitichezza cronica, le ricorrenti infezioni alle vie urinarie e un’alimentazione scorretta (cibi piccanti, caffè, bevande gassate, ecc..) possono contribuire all’insorgere di questo fastidioso ed indesiderato disturbo.
Recenti studi hanno evidenziato che l’incontinenza urinaria può essere ereditaria: le figlie di madri incontinenti presentano un rischio tre volte superiore di soffrire di questo disturbo. I rimedi tradizionali, fra i quali esercizi fisici e cure farmacologiche, sono impegnativi perché protratti nel tempo e molte volte non risolutivi.

Sintomatologia

Perdita involontaria delle urine attraverso l’uretra.

Come interveniamo

Oggi esiste un nuovo trattamento specifico, efficace, non invasivo ed indolore per far fronte all’incontinenza urinaria lieve: si tratta della radiofrequenza e dell’elettroporazione, disponibile nel mio Studio.

La radiofrequenza produce un aumento della temperatura profonda non per cessione di energia ma per incremento fisiologico indotto che stimola la produzione di collagene e rassoda i tessuti labiali e vaginali. Il trattamento è indolore e quasi confortevole e già dalla prima seduta se ne possono apprezzare i benefici, La durata dell’applicazione è di venti minuti. Il numero dei trattamenti varia a seconda del grado e dal tipo di incontinenza, ma generalmente con quattro/sei sedute si può ottenere un risultato soddisfacente. Nel corso del trattamento, mediante l’elettroporazione si procede alla veicolazione di principi attivi che penetrano profondamente nei tessuti sottostanti, favorendo la formazione di nuovi fibroblasti. I farmaci usati sono: estrogeni, testosterone, vitamina e acido ialuronico. Gli attivatori del micro-circolo vengono scelti in base alla eziologia del sintomo.

Casi clinici

Paziente A.B., 50 anni, cicli regolari, riferisce incontinenza urinaria da sforzo.
Anamnesi ginecologica: Menarca 12 anni, cicli successivi regolari, esegue regolarmente pap test, due parti cesarei.
Visita ginecologica: genitali esterni da nullipara, vagina con lieve descensus della parete anteriore, corpo uterino antiversoflesso mobile non dolente, di volume, forma e consistenza normali, annessi non apprezzati d’ambo i lati, collo cilindrico parto epiteliale. Ha eseguito pap test nell’anno in corso.
Diagnosi: prolasso uro-genitale di primo grado.

Terapia: ciclo di cinque sedute di radiofrequenza (10 minuti) ed elettroporazione (10 minuti) per seduta con crema acido iarulonico al 20% e Vitamina E. Frequenza: una seduta alla settimana. Dopo la seconda seduta, scomparsa della sintomatologia. Le successive tre sedute eseguite a distanza di cinque giorni l’una dall’altra con ottimi risultati, visto che alla fine della terapia la paziente riferisce la scomparsa degli episodi di incontinenza urinaria. Ripete una seduta di mantenimento ogni cinque mesi.

Desideri ritrovare il benessere e la serenità che il tuo disturbo ti ha sottratto?

Chiamami ora al 0382 29073 o fissa una consulenza GRATUITA.

Ascolterò le tue necessità, capiremo insieme la migliore soluzione e ti spiegherò nel dettaglio come funziona il trattamento.

PRENOTA


woman_summertime_1540463167-1200x800.jpg

dispareuniaIl disturbo causa ripercussioni a volte anche gravi sulla qualità della vita, non solo della donna ma anche della coppia. Nella dispareunia entrano in gioco fattori fisici e psicologici, ma a volte anche problemi di coppia (conflitti fra partner, preliminari frettolosi, scarsa compatibilità anatomica).

La dispareunia colpisce il 12-15% delle donne in età fertile e fino al 44% delle donne in post-menopausa. La dispareunia in post-menopausa è più frequente per l’atrofia a cui va incontro la parete vaginale, con conseguente secchezza, perdita di elasticità e di spessore. A volte il pudore sessuale impedisce a molte donne di comunicare al medico questo tipo di disturbi e, di conseguenza, prima di giungere a una diagnosi, trascorrono molti mesi.

 

Sintomatologia

A seconda della sede del dolore, si parla di dispareunia superficiale, quando i disturbi sono localizzati all’introito o nel primo tratto della vagina e compaiono anche ai primi tentativi di penetrazione, e di dispareunia profonda quando il dolore si verifica a penetrazione completa.

Terapia

I preparati da banco contenenti sostanze idratanti e lubrificanti sono utili per ridurre bruciore e secchezza vaginale; migliorano i sintomi in molte donne ma non trattano le modificazioni fisiologiche che sono alla base del tipo più frequente di dispareunia, quello che si verifica in post-menopausa. Pertanto, in questo tipo di condizione, spesso si preferisce somministrare estrogeni per via sistemica o per via locale, in grado di aumentare le secrezioni, l’elasticità e lo spessore della parete vaginale. Gli estrogeni per via locale sono da preferire perché il loro basso assorbimento induce una minore insorgenza di effetti collaterali.

Come interveniamo

Oggi esiste un nuovo trattamento specifico, efficace, non invasivo ed indolore per far fronte all’incontinenza urinaria lieve: si tratta della radiofrequenza e dell’elettroporazione, disponibile nel mio Studio.La radiofrequenza produce un aumento della temperatura profonda non per cessione di energia ma per incremento fisiologico indotto che stimola la produzione di collagene e rassoda i tessuti labiali e vaginali. Il trattamento è indolore e quasi confortevole e già dalla prima seduta se ne possono apprezzare i benefici, La durata dell’applicazione è di venti minuti. Il numero dei trattamenti varia a seconda del grado e dal tipo di incontinenza, ma generalmente con quattro/sei sedute si può ottenere un risultato soddisfacente. Nel corso del trattamento, mediante l’elettroporazione si procede alla veicolazione di principi attivi che penetrano profondamente nei tessuti sottostanti, favorendo la formazione di nuovi fibroblasti. I farmaci usati sono: estrogeni, testosterone, vitamina e acido ialuronico. Gli attivatori del micro-circolo vengono scelti in base alla eziologia del sintomo.

Casi clinici

Paziente D.M, 52 anni, in menopausa dall’età di 49 anni, riferisce dolore durante il rapporto sessuale per secchezza vaginale.
Anamnesi ginecologica: menarca 12 anni, cicli mestruali regolari fino a 48 anni, tre parti eutocici, menopausa 49 anni.
Visita ginecologica: genitali esterni da pluripara vagina atrofica con possibilità di introdurre solo lo speculum da virgo; lievemente stenosi A nel terzo superiore. Corpo uterino e ovaie morfologicamente normali; collo come da pluripara portio atrofica sulla quale si esegue pap test.

Terapia: tre sedute rispettivamente prima con crema agli estrogeni, seconda con crema acido ialuronico, terza con crema testosterone al 2%. Tutte le sedute vengono eseguite con 10 minuti di radiofrequenza e 10 minuti di elettroporazione a distanza di 10 giorni l’una dall’altra. Dopo la terza applicazione la vagina ha ritrovato il suo trofismo e la paziente riferisce una soddisfacente ripresa dei rapporti sessuali.

Desideri ritrovare il benessere e la serenità che il tuo disturbo ti ha sottratto?

Chiamami ora al 0382 29073 o fissa una consulenza GRATUITA.

Ascolterò le tue necessità, capiremo insieme la migliore soluzione e ti spiegherò nel dettaglio come funziona il trattamento.

PRENOTA


woman_panties_1540468724-1200x800.jpg

secchezza vaginaleLa causa principale della secchezza vaginale è l’atrofia, un’infiammazione e ispessimento della mucosa che lubrifica naturalmente la vagina, dovuti a un calo degli estrogeni, gli ormoni femminili. Come dicevamo, la secchezza vaginale o vulvare può colpire in diverse fasi della vita: durante un semplice rapporto sessuale, o durante periodi di gravidanza e allattamento, o ancora, quando si è in menopausa. Le pareti dei vasi sanguigni che irrorano la vagina producono una secrezione naturale che la lubrifica, per cui ogni variazione nel flusso di sangue può provocare una variazione nel livello di lubrificazione dei genitali della donna.

 

Desideri ritrovare il benessere e la serenità che il tuo disturbo ti ha sottratto?

Chiamami ora al 0382 29073 o fissa una consulenza GRATUITA.

Ascolterò le tue necessità, capiremo insieme la migliore soluzione e ti spiegherò nel dettaglio come funziona il trattamento.

PRENOTA


woman__1540467412-1200x800.jpg

ciactrici post episiotomiaEpisiotomia: quando si esegue?

  • Quando esiste un qualsiasi indizio di sofferenza fetale allorché il feto si trova nel canale del parto;
  • Quando il parto sopraggiunge troppo rapidamente non dando il tempo alla vagina di dilatarsi e al perineo di distendersi naturalmente;
  • Quando le spalle del feto sono bloccate dietro l’osso pelvico e non dietro il tessuto molle;
  • In caso di parto podalico;
  • Quando si verifica un parto operativo che richiede il ricorso di ventosa o forcipe;

Le complicazioni più comuni post episiotomia

• Aumento del dolore perineale nel periodo post partum, rendendo difficoltoso il defecare (specie in episiotomie mediane);
• Rapporti sessuali dolorosi, in quanto il tessuto erettile della vulva viene rimpiazzato dal meno flessibile e sensibile tessuto cicatriziale;

Terapia tradizionale

Le cicatrici episiotomiche perdono la loro fisiologica lubrificazione provocando un marcato accollamento delle superfici, con perdita di sensibilità tattile che produce una diminuzione di ossigenazione, alterazione del microcircolo e del PH, con distruzione delle fibre elastiche e quindi formazione di fibrosi e aderenze. Tutto questo può portare a dolore spontaneo e durante i rapporti sessuali.
Le terapie tradizionali consistono nel massaggio perineale per rendere il perineo più elastico e flessibile, nella somministrazione locale di creme a base di estrogeni per rivitalizzare la mucosa vaginale e l’applicazione di gel lubrificanti per rendere più agevole e meno dolorosa la penetrazione durante i rapporti sessuali. Questa terapia medica locale sortisce benefici di media entità e non duraturi. Durante la terapia tradizionale vengono pure consigliati specifici esercizi fisioterapici per ridare tono al muscolo che circonda la vagina chiamato “elevatore dell’ano”, inciso durante l’episiotomia.

Come interveniamo

Oggi, con il progresso della tecnologia, si sono fatte strada nuove terapie che permettono la rigenerazione del tessuto connettivo con risultati molto più significativi.
Per rendere più comprensibile il concetto è tuttavia necessaria una digressione, accennando alla neoformazione dei fibroblasti, cellule tipiche del tessuto connettivo in grado di produrre le componenti della matrice cellulare. I fibroblasti producono collagene, glicosoaminoglicano, fibre elastiche e reticolari che si trovano nella materia extracellulare. In sintesi vengono considerati il centro vitale del tessuto connettivo in quanto l’insieme delle fibre connettivali e delle sostanze non fibrose costituiscono l’impalcatura che sostiene i tessuti soprastanti: mucose e pelle. Sono diversi i fattori che possono influenzare negativamente la funzionalità dei fibroblasti e l’invecchiamento ne è il principale. Con l’ avanzare dell’età, infatti, i fibroblasti diminuiscono la loro capacità di sintesi provocando l’assottigliamento e la perdita di elasticità dei tessuti. Ne consegue che ripristinando la loro formazione e attività, questi ultimi risultano particolarmente utili nel trattamento delle cicatrici episiotomiche in quanto sono in grado di ricreare il connettivo sottostante, permettendo maggiore distensione della fibrosi e riducendo la sintomatologia che la stessa ha provocato. Come avviene tutto questo? Grazie alla radiofrequenza che, sfruttando l’effetto biologico del calore, provoca una contrazione immediata delle fibre stesse, contribuendo così a determinare una stimolazione dei fibroblasti con sintesi di nuovo collagene, elastina ed acido ialuronico. Più in profondità il calore indotto al livello del tessuto adiposo e dei muscoli, determina l’aumento del metabolismo e della vasodilatazione. Successivamente si completa l ‘approccio terapeutico con l’elettroporazione nuova metodica di somministrazione dei farmaci senza uso di aghi che, in modo del tutto indolore, permette la distribuzione dei principi attivi utili alle affezioni della zona da trattare in quanto genera la formazione di canali detti elettropori che consentono il passaggio in profondità dei principi attivi.
Radiofrequenza ed ellettroporazione, utilizzati sinergicamente in questo caso, permettono una rapida diminuzione della sintomatologia dolorosa, ristabilendo in modo duraturo la funzionalità dei tessuti.

Desideri ritrovare il benessere e la serenità che il tuo disturbo ti ha sottratto?

Chiamami ora al 0382 29073 o fissa una consulenza GRATUITA.

Ascolterò le tue necessità, capiremo insieme la migliore soluzione e ti spiegherò nel dettaglio come funziona il trattamento.

PRENOTA


woman_having_1546085536-1200x800.jpg

L’invecchiamento e la cessazione della funzione ovarica che accompagna la menopausa hanno un effetto significativo sul ciclo di risposta delle donne. Il desiderio sessuale e la frequenza dei rapporti diminuiscono con l’avanzare dell’età, malgrado l’interesse per il sesso ed il potenziale del piacere sessuale permangano per tutta la durata della vita.

Le modificazioni anatomiche che accompagnano l’invecchiamento sono:

• Riduzione delle dimensioni della vagina;
• Assottigliamento delle pareti vaginali;
• Restringimento delle grandi labbra;
• Riduzione della sensibilità del clitoride;
• Riduzione delle dimensioni del clitoride;
• Riduzione del tono muscolare perineale;
• Assottigliamento della piattaforma orgasmica;
• Atrofia della mammella;
• Riduzione della congestione mammaria durante l’eccitamento;
• Modificazioni sensorie nel capezzolo e nell’areola;
• Aumento del tempo richiesto per l’eccitamento sessuale;
• Necessità di un tempo più lungo per lubrificare;
• Minore produzione di lubrificante vaginale;
• Orgasmi meno intensi;
• Maggiore stimolazione per raggiungere l’orgasmo;

Questi cambiamenti predispongono le donne a più frequenti episodi di vulvovaginiti ed infezioni del tratto urinario che associato alla mancanza di lubrificazione vaginale possono causare dolore durante il rapporto.

Significativo inoltre menzionare i diversi fattori psicologici che possono influenzare la vita sessuale della donna nella post menopausa, non ultimo il partner che nel frattempo può aver sviluppato una disfunzione erettile. La gestione della difficoltà sessuale di una donna in menopausa deve includere, ove non esistano controindicazioni, una supplementazione locale o sistemica di estrogeni per alleviare la secchezza vaginale, i disturbi del tratto urinario e la dispareunia.

Altri fattori, quali l’ assunzione di farmaci alcool e droghe possono alterare il desiderio del rapporto. Qui di seguito un elenco esemplificativo di sostanze che possono influire negativamente:

• Anti ipertensivi;
• Diuretici tiazidici;
• Antistaminici;
• Antidepressivi;
• Anti psicotici;
• Barbiturici;
• Narcotici;
• Benzodiazepine;
• Allucinogeni;
• Anfetamine;

Malattie acute (infarto del miocardio) e croniche (es. insufficienza renale cronica o l’artrite) possono creare depressione e quindi una immagine corporea distorta e provocare disturbi dell’integrità ormonale, vascolare e neurologica indispensabili per la funzione sessuale.
I disturbi neurologici che danneggiano la sessualità includono la sclerosi multipla, la neuropatia alcolica e traumi del midollo spinale.

Disordini metabolici come il diabete mellito, l’iperprolattinemia, il deficit di testosterone e gli stati di carenza estrogenica possono influenzare la risposta sessuale, così come la diagnosi e il trattamento del cancro della mammella influenzano il desiderio del rapporto, sia per l’ aspetto psicologico sia per le terapie conseguenti che spesso provocano atrofia vulvo vaginale e quindi dolore durante il rapporto.

Gli interventi chirurgici sulla sfera genitale, in particolare modo l’isterectomia, non hanno generalmente un effetto negativo sulla funzione sessuale se la vagina non viene accorciata eccessivamente, pur tuttavia si può verificare l’insorgere di dispareunia correlata ad una riduzione della lubrificazione vaginale secondaria alla menopausa chirurgica e ad una cicatrizzazione vaginale conseguente all’intervento.

Dopo la menopausa la maggior parte delle pazienti quindi prova ancora lo stesso desiderio sessuale, ma è piuttosto la frequenza dei rapporti che diminuisce, in quanto, come già detto i loro cpartner possono avere problemi di disfunzione erettile. Anche l’uomo oltre alla donna, con l’avanzare dell’età, può avere bisogno di ricorrere a lunghi preliminari ed a stimolazioni tattili per eccitarsi.

Come interveniamo

Devono essere sfatati i miti sulla sessualità in menopausa. Se la coppia è interessata a mantenere i rapporti sessuali deve anche essere istruita sulla possibilità che esistono sistemi basati su nuove tecnologie (Radiofrequenza ed Elettroporazione) che permettono di ripristinare la funzionalità vulvare e vaginale con risultati altamente soddisfacenti e costanti nel tempo, al fine di vivere l’attività sessuale con la serenità e il piacere dell’età fertile.

Desideri ritrovare il benessere e la serenità che il tuo disturbo ti ha sottratto?

Chiamami ora al 0382 29073 o fissa una consulenza GRATUITA.

Ascolterò le tue necessità, capiremo insieme la migliore soluzione e ti spiegherò nel dettaglio come funziona il trattamento.

PRENOTA


woman__1540460474-1200x800.jpg

Portfolio 1

A seguito dell’insorgere della menopausa la diminuita secrezione di ormoni steroidei, ed in particolare di estrogeni, induce ipotrofia dell’epitelio di rivestimento vaginale e conseguente scomparsa delle glicoproteine di rivestimento (glicogeno), diminuzione dello spessore dell’epitelio e riduzione percentuale della componente elastica della sottomucosa. Ciò rappresenta di per sé una condizione predisponente verso infezioni opportunistiche (tipicamente si osservano candidosi di grado lieve o moderato) e produce come effetto visibile la spiccata riduzione di lubrificazione.

Sintomatologia

Fra i sintomi e i segni clinici si riscontrano distrofia, dispareunia, ectropion, prurito della vulva, bruciore, sanguinamento.

Terapia

La terapia indicata per questa patologia si avvale della somministrazione di estrogeno sia in sede locale che generale. Il trattamento locale prevede solitamente la somministrazione sotto forma di pomate od ovuli intravaginali a lento rilascio. Un recente trattamento locale prevede l’uso di un laser ad anidride carbonica (CO2) in modalità frazionata che produce una rigenerazione sia dell’epitelio che del tessuto connettivo della mucosa vaginale. Il trattamento sistemico può essere valutato in casi particolari e prevede la somministrazione per via orale di farmaci a base di estrogeni, ma mai in pazienti con pregressa storia clinica di cancro della mammella.

Desideri ritrovare il benessere e la serenità che il tuo disturbo ti ha sottratto?

Chiamami ora al 0382 29073 o fissa una consulenza GRATUITA.

Ascolterò le tue necessità, capiremo insieme la migliore soluzione e ti spiegherò nel dettaglio come funziona il trattamento.

PRENOTA


Contattaci


+39 0382 29073

Viale Libertà, 69 – 27100 Pavia

Fissa Appuntamento

Dott. Giuseppe Baroni


CF: BRNGPP47R18D391U, P.IVA: 00923760177 – Iscritto all’Albo dei Medici Chirurghi della Provincia di Brescia dal 25/05/1976. Iscrizione nr. 02410.
Le informazioni contenute in questo sito non vanno considerate come sostitutive del parere del medico, pertanto non vanno utilizzate come strumento di autodiagnosi o di automedicazione. I consigli forniti via e-mail vanno intesi come meri suggerimenti di comportamento. La visita medica tradizionale rappresenta il solo strumento diagnostico per un efficace trattamento terapeutico.