Cicatrici post episiotomia

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Cicatrici post episiotomia

L'episiotomia è un intervento chirurgico che consiste nell'incisione della parete posteriore della vagina e del perineo per allargare l'orifizio vulvare. Può essere eseguita per ridurre le lacerazioni vulvari e perineali durante la fase espulsiva del feto.

ciactrici post episiotomiaEpisiotomia: quando si esegue?

  • Quando esiste un qualsiasi indizio di sofferenza fetale allorché il feto si trova nel canale del parto;
  • Quando il parto sopraggiunge troppo rapidamente non dando il tempo alla vagina di dilatarsi e al perineo di distendersi naturalmente;
  • Quando le spalle del feto sono bloccate dietro l’osso pelvico e non dietro il tessuto molle;
  • In caso di parto podalico;
  • Quando si verifica un parto operativo che richiede il ricorso di ventosa o forcipe;

Le complicazioni più comuni post episiotomia

• Aumento del dolore perineale nel periodo post partum, rendendo difficoltoso il defecare (specie in episiotomie mediane);
• Rapporti sessuali dolorosi, in quanto il tessuto erettile della vulva viene rimpiazzato dal meno flessibile e sensibile tessuto cicatriziale;

Terapia tradizionale

Le cicatrici episiotomiche perdono la loro fisiologica lubrificazione provocando un marcato accollamento delle superfici, con perdita di sensibilità tattile che produce una diminuzione di ossigenazione, alterazione del microcircolo e del PH, con distruzione delle fibre elastiche e quindi formazione di fibrosi e aderenze. Tutto questo può portare a dolore spontaneo e durante i rapporti sessuali.
Le terapie tradizionali consistono nel massaggio perineale per rendere il perineo più elastico e flessibile, nella somministrazione locale di creme a base di estrogeni per rivitalizzare la mucosa vaginale e l’applicazione di gel lubrificanti per rendere più agevole e meno dolorosa la penetrazione durante i rapporti sessuali. Questa terapia medica locale sortisce benefici di media entità e non duraturi. Durante la terapia tradizionale vengono pure consigliati specifici esercizi fisioterapici per ridare tono al muscolo che circonda la vagina chiamato “elevatore dell’ano”, inciso durante l’episiotomia.

Come interveniamo

Oggi, con il progresso della tecnologia, si sono fatte strada nuove terapie che permettono la rigenerazione del tessuto connettivo con risultati molto più significativi.
Per rendere più comprensibile il concetto è tuttavia necessaria una digressione, accennando alla neoformazione dei fibroblasti, cellule tipiche del tessuto connettivo in grado di produrre le componenti della matrice cellulare. I fibroblasti producono collagene, glicosoaminoglicano, fibre elastiche e reticolari che si trovano nella materia extracellulare. In sintesi vengono considerati il centro vitale del tessuto connettivo in quanto l’insieme delle fibre connettivali e delle sostanze non fibrose costituiscono l’impalcatura che sostiene i tessuti soprastanti: mucose e pelle. Sono diversi i fattori che possono influenzare negativamente la funzionalità dei fibroblasti e l’invecchiamento ne è il principale. Con l’ avanzare dell’età, infatti, i fibroblasti diminuiscono la loro capacità di sintesi provocando l’assottigliamento e la perdita di elasticità dei tessuti. Ne consegue che ripristinando la loro formazione e attività, questi ultimi risultano particolarmente utili nel trattamento delle cicatrici episiotomiche in quanto sono in grado di ricreare il connettivo sottostante, permettendo maggiore distensione della fibrosi e riducendo la sintomatologia che la stessa ha provocato. Come avviene tutto questo? Grazie alla radiofrequenza che, sfruttando l’effetto biologico del calore, provoca una contrazione immediata delle fibre stesse, contribuendo così a determinare una stimolazione dei fibroblasti con sintesi di nuovo collagene, elastina ed acido ialuronico. Più in profondità il calore indotto al livello del tessuto adiposo e dei muscoli, determina l’aumento del metabolismo e della vasodilatazione. Successivamente si completa l ‘approccio terapeutico con l’elettroporazione nuova metodica di somministrazione dei farmaci senza uso di aghi che, in modo del tutto indolore, permette la distribuzione dei principi attivi utili alle affezioni della zona da trattare in quanto genera la formazione di canali detti elettropori che consentono il passaggio in profondità dei principi attivi.
Radiofrequenza ed ellettroporazione, utilizzati sinergicamente in questo caso, permettono una rapida diminuzione della sintomatologia dolorosa, ristabilendo in modo duraturo la funzionalità dei tessuti.

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Disturbo

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