Incontinenza urinaria

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Incontinenza urinaria

Patologia molto comune, infatti coinvolge circa 2 milioni di donne nel nostro Paese, è spesso chiamata "malattia silenzionsa" a causa della refrattarietà di chi ne soffre a parlarne anche col proprio medico di base.

Incontinenza urinariaIncontinenza urinaria femminile: le cause

Diverse cause dell’incontinenza urinaria femminile, fra le quali una gravidanza, l’obesità, l’età e la menopausa indeboliscono la reattività dei muscoli pelvici e il rilassamento dello sfintere dell’uretra e contribuiscono all’insorgenza di perdite di urina che invalidano la vita quotidiana della donna, obbligandola a ricorrere agli assorbenti intimi per proteggersi dalla paura di bagnarsi in luoghi o in occasioni inappropriate o di emanare cattivi odori che possono portare ad isolarsi o ad evitare relazioni sociali. Anche il parto naturale può predisporre all’incontinenza temporanea o anche permanente a causa dello stress sofferto dalle strutture vaginali al passaggio del neonato. Anche la stitichezza cronica, le ricorrenti infezioni alle vie urinarie e un’alimentazione scorretta (cibi piccanti, caffè, bevande gassate, ecc..) possono contribuire all’insorgere di questo fastidioso ed indesiderato disturbo.
Recenti studi hanno evidenziato che l’incontinenza urinaria può essere ereditaria: le figlie di madri incontinenti presentano un rischio tre volte superiore di soffrire di questo disturbo. I rimedi tradizionali, fra i quali esercizi fisici e cure farmacologiche, sono impegnativi perché protratti nel tempo e molte volte non risolutivi.

Sintomatologia

Perdita involontaria delle urine attraverso l’uretra.

Come interveniamo

Oggi esiste un nuovo trattamento specifico, efficace, non invasivo ed indolore per far fronte all’incontinenza urinaria lieve: si tratta della radiofrequenza e dell’elettroporazione, disponibile nel mio Studio.

La radiofrequenza produce un aumento della temperatura profonda non per cessione di energia ma per incremento fisiologico indotto che stimola la produzione di collagene e rassoda i tessuti labiali e vaginali. Il trattamento è indolore e quasi confortevole e già dalla prima seduta se ne possono apprezzare i benefici, La durata dell’applicazione è di venti minuti. Il numero dei trattamenti varia a seconda del grado e dal tipo di incontinenza, ma generalmente con quattro/sei sedute si può ottenere un risultato soddisfacente. Nel corso del trattamento, mediante l’elettroporazione si procede alla veicolazione di principi attivi che penetrano profondamente nei tessuti sottostanti, favorendo la formazione di nuovi fibroblasti. I farmaci usati sono: estrogeni, testosterone, vitamina e acido ialuronico. Gli attivatori del micro-circolo vengono scelti in base alla eziologia del sintomo.

Casi clinici

Paziente A.B., 50 anni, cicli regolari, riferisce incontinenza urinaria da sforzo.
Anamnesi ginecologica: Menarca 12 anni, cicli successivi regolari, esegue regolarmente pap test, due parti cesarei.
Visita ginecologica: genitali esterni da nullipara, vagina con lieve descensus della parete anteriore, corpo uterino antiversoflesso mobile non dolente, di volume, forma e consistenza normali, annessi non apprezzati d’ambo i lati, collo cilindrico parto epiteliale. Ha eseguito pap test nell’anno in corso.
Diagnosi: prolasso uro-genitale di primo grado.

Terapia: ciclo di cinque sedute di radiofrequenza (10 minuti) ed elettroporazione (10 minuti) per seduta con crema acido iarulonico al 20% e Vitamina E. Frequenza: una seduta alla settimana. Dopo la seconda seduta, scomparsa della sintomatologia. Le successive tre sedute eseguite a distanza di cinque giorni l’una dall’altra con ottimi risultati, visto che alla fine della terapia la paziente riferisce la scomparsa degli episodi di incontinenza urinaria. Ripete una seduta di mantenimento ogni cinque mesi.

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Disturbo

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