Sindrome genito-urinaria della menopausa

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Il quadro clinico associato alla menopausa è caratterizzato da molteplici sintomi, parte dei quali verranno descritti in questo articolo. A livello vasomotorio più del sessanta per cento delle donne riporta disturbi quali: vampate di calore, iper-sudorazione notturna, palpitazioni e ansietà. Nella fase di transizione menopausale si registrano solitamente anche variazioni dell’umore, ansia, instabilità e scarsa capacità di concentrazione. Dopo la menopausa invece predominano i sintomi uro-genitali che si manifestano con: secchezza vaginale, prurito, dispareunia, disuria e incontinenza urinaria da stress. Nel complesso i sintomi associati alla menopausa possono avere un impatto notevole sulla funzione sessuale e più in generale sulla qualità della vita della donna. Importante quindi non trascurarli e rivolgersi tempestivamente al proprio ginecologo per le cure opportune.
In questo articolo intendo approfondire due patologie interconnesse che affliggono la donna in menopausa: l’atrofia vaginale e la sindrome genito-urinaria della menopausa.
L’atrofia vaginale, nota anche come atrofia uro-genitale, è una condizione comune che colpisce fino al quarantacinque per cento delle donne in menopausa, caratterizzata da alterazioni anatomiche e fisiologiche a livello genito-urinario e provocate dalla riduzione dei livelli di estrogeni circolanti. Dal momento che i sintomi associati al calo di estrogeni non incidono soltanto sulla vulva e sulla vagina ma influenzano anche il funzionamento delle basse vie urinarie, si preferisce definire l’insieme dei sintomi associati alla menopausa come sindrome genito-urinaria. I sintomi più frequenti di questa sindrome sono: secchezza vaginale, lubrificazione ridotta durante l’attività sessuale, sanguinamento post coito, ridotto desiderio sessuale, irritazione, prurito e bruciore a livello vaginale / vulvare, disuria e frequente urgenza minzionale. A livello genitale, inoltre, si osserva un assottigliamento dell’epitelio vaginale e vestibolare, accompagnato da modificazioni istologiche quali: riduzione del collagene e ialinizzazione, diminuzione dell’elastina, cambiamenti nell’aspetto e nella funzionalità delle cellule muscolari lisce, aumento della densità del tessuto connettivo e riduzione del numero dei vasi sanguigni.
La distrofia vulvare accompagnata da restringimento dell’introito vulvo-vaginale e da involuzione delle caruncole imenali è associata a dispareunia, danno epiteliale al momento della penetrazione con possibile sanguinamento post coitale e sensazioni di dolore, bruciore ed irritazione vaginale. La comparsa di dolore e disagio durante il rapporto sessuale può portare all’insorgenza di disfunzioni sessuali vere e proprie, con calo del desiderio sessuale, mancanza di orgasmo, eccitazione e soddisfazione. Questa condizione spesso si ripercuote sulla vita di coppia e sul rapporto affettivo con il partner. Tali fattori sono tanto più importanti se si considera che la maggior parte delle donne in menopausa rimane sessualmente attiva e disordini della sfera genitale possono condizionarne la qualità della vita.
Anche al livello del basso tratto urinario, soprattutto nel trigono vescicale e nell’uretra, si osservano modificazioni atrofiche. il meato uretrale appare inoltre prominente rispetto all’introito vulvo-vaginale, che lo rende più vulnerabile a traumi e che aumenta il rischio di contrarre infezioni batteriche, ricorrenti del tratto urinario, questo nel cinque diciassette per cento delle donne in post menopausa.
La stimolazione estrogenica è’ fondamentale non solo per la proliferazione endoteliale ma anche per il mantenimento dell’ecosistema vaginale che svolge un ruolo essenziale per il mantenimento del ph locale e per la resistenza alla colonizzazione da parte di organismi patogeni.

Diagnosi della Sindrome genito-urinaria della menopausa

La sindrome genito-urinaria viene di solito diagnosticata sulla base dei sintomi riferiti dalla paziente e sull’osservazione clinica. I segni tipici dell’atrofia vaginale includono riduzione dello spessore labiale, secchezza vulvo-vaginale ,accorciamento e restringimento della vagina con scomparsa delle pliche e presenza di eritema vulvo-vaginale con o senza sanguinamento. È importante sottolineare che a differenza delle vampate di calore e di altri sintomi tipici della transizione menopausale, i sintomi dell’atrofia vaginale non scompaiono spontaneamente né diminuiscono con il passare del tempo ma tendono a progredire se non correttamente trattati.

Terapia

Il trattamento dell’atrofia vaginale si basa sulla introduzione di una terapia ormonale sostitutiva. Il principio alla base di questa terapia è che la somministrazione esterna possa essere efficace nel ridurre i sintomi causati dal deficit di estrogeni. Questo approccio comporta per la donna una quotidianità terapeutica che implica lunghi periodi di trattamento (settimane se non mesi) con risultati che sono riscontrabili dopo molto tempo e non sempre soddisfacenti.

Terapia con Vagy Combi

Grazie all’apparecchiatura Vagy Combi, disponibile presso il mio Studio, posso proporre una nuova opportunità terapeutica che, mediante radiofrequenza ed elettroporazione, permette di introdurre nei tessuti vaginali i principi attivi necessari alla cura dei sintomi e ad ottenere il benessere in breve tempo, in modo confortevole, non invasivo e soprattutto durevole, senza l’inconveniente di procedere a terapie locali quotidiane. Il sollievo della sintomatologia si verifica già dal primo trattamento e per raggiungere un beneficio completo sono sufficienti in genere cinque sedute, una alla settimana. Questa terapia ha inoltre il vantaggio di stimolare la produzione di nuovi fibroblasti, che secernono il collagene atto a rafforzare il tessuto connettivo che sostiene tutti gli organi pelvici, apportando una restituzione veloce della statica pelvica ed eliminando i sintomi fastidiosi ed invalidanti della sindrome genito urinaria.


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