Vestibolite Vulvare

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Vestibolite Vulvare: di cosa si tratta

La vestibolite vulvare è una infiammazione dei tessuti che circondano l’accesso della vagina (vestibolo).

Cos è’ il vestibolo vulvare?

Il vestibolo vulvare è’ l’area dei genitali esterni compresa tra le piccole labbra, delimitata anteriormente dal clitoride, alla quale seguono inferiormente il meate uretrale e l’orifizio della vagina. A livello inferiore questa regione è delimitata dalla commessura labiale posteriore (fossa navicolare). Una delle principali caratteristiche di quest’area è’ rappresentata dalla presenza di una ricca ramificazione di terminazioni libere del nervo pudendo. Subito al di sotto della mucosa queste terminazioni nervose formano un intreccio di reti sensitive pronte a trasmettere uno stimolo sia tattile che dolorifico in corrispondenza del midollo spinale.

Cause

Come già detto, La vestibolite è una infiammazione che coinvolge le mucose del vestibolo della vagina e della regione vulvare posta all’interno delle piccole labbra e al bordo esterno dell’imene. Il disturbo può essere determinato da molte cause, le quali spesso interagiscono tra loro e contribuiscono a peggiorare la sintomatologia. Le cause sono numerose e spesso interagiscono fra loro soprattutto quando il disturbo persiste nel tempo e non viene adeguatamente trattato.

All’origine della vestibolite vulvare vi è spesso una iperattività delle cellule del sistema immunitario, chiamate mastociti, che inducono uno stato infiammatorio prolungato. Al disturbo possono concorrere anche la contrazione riflessa dei muscoli pelvici e l’iper-stimolazione delle terminazioni nervose deputate alla percezione del dolore. Tra i fattori che aggravano e mantengono questa patologia rientrano anche le infezioni croniche e recidivanti, i microtraumi associati alla secchezza vaginale e l’uso di prodotti per l’igiene intima non appropriati.

La vestibolite vulvare si manifesta tipicamente con arrossamento della mucosa del vestibolo vulvare, dolore durante i rapporti sessuali e forte bruciore localizzato. Ciò comporta una serie di fastidi più o meno accentuati e, se non viene gestita prontamente, questa problematica può persistere per anni, con manifestazioni che tendono ad estendersi anche alla regione perianale e ad altre zone genitali inizialmente non coinvolte.

Iperattività  del mastocita

La vestibolite vulvare può essere indotta dall’iper-attivazione di alcune cellule deputate alla difesa immunitaria (mastociti); questa reazione è causata da un’esposizione prolungata e/o elevata a un fattore infettivo o irritativo, responsabile di una risposta immunitaria locale eccessiva. I mastociti non producono solamente le sostanze flogistiche responsabili di eritema e irritazione, ma sono responsabili anche dell’attivazione del nerve growth factor (NGF, fattore di crescita nervoso), che promuove la proliferazione delle terminazioni deputate alla percezione del dolore. L’iper-attivazione mastocitaria può essere favorita da:

  • Infiammazioni ripetute da agenti infettivi come la candida, la gardnerella, l’escherichia coli (proveniente dall’intestino);
  • Microtraumi della mucosa del vestibolo vaginale dovuti a rapporti sessuali in condizioni di scarsa o assente lubrificazione;
  • Stili di vita inappropriati ,come l’uso di saponi aggressivi nelle zone intime e l’abitudine ad indossare abiti aderenti con tessuti sintetici che possono amplificare l’infiammazione locale;

Ipertono del pavimento pelvico

La vestibolite vulvare può essere favorita da una reazione difensiva della zona vaginale che provoca uno spasmo muscolare permanente.

Altri fattori scatenanti

La vestibolite vulvare può essere aggravata dalla contemporanea presenza di disturbi urinari e ginecologici, specialmente di tipo infiammatorio (es. cistiti ricorrenti) che possono accompagnarsi all’ipertono muscolare. All’insorgere del disturbo possono contribuire anche disordini immunitari (allergie, lichen, eczema, ecc…), neuropatie e fattori psicosessuali o relazionali.

Come si manifesta

I sintomi principali della vestibolite vulvare sono tre:

  1. Rossore: l’eritema può’ essere di grado variabile, ma è sempre localizzato in punti vestibolari molto specifici. All’osservazione è possibile notare un arrossamento più intenso a livello dei tessuti della vulva che va dalla base del clitoride al bordo editale delle labbra fino all’ingresso della vagina;
  2. Bruciore;
  3. Dolore durante i rapporti sessuali: nella vestibolite vulvare, la pressione introitale, la penetrazione dell’orifizio vaginale e il contenimento del pene durante il coito provoca, in genere, una dispareunia immediata; il dolore si interrompe quando il movimento pensiero del partner si ferma e riprende con la prosecuzione del rapporto;

La vestibolite vulvare può causare, inoltre bruciore vulvare dopo i rapporti sessuali e disuria (in assenza di segni di laboratorio relativi ad una infezione urinaria). Le manifestazioni cliniche possono essere esacerbate da tutte quelle situazioni che esercitano una pressione sull’area vulvare, come andare in bicicletta o inserire un tampone vaginale. Se non viene diagnosticato in tempo e trattato adeguatamente il disturbo tende a cronicizzare. In tal caso la problematica persiste indipendentemente dal rapporto sessuale o da altri fattori scatenanti e può diventare invalidante.

Diagnosi

La vestibolite vulvare viene diagnosticata sulla base della sintomatologia emersa durante la raccolta dei dati anamnestici e della visita ginecologica. All’ispezione della vulva non si mette in evidenza alcuna anomalia riconducibile ad altre patologie locali o sistemiche: l’esame obiettivo consente di evidenziare un arrossamento localizzato che può indicare la presenza di una infiammazione, ma altri riscontri fisici risultano normali. La visita ginecologica deve escludere le anomalie che causano dolore, come ad esempio quelle responsabili di dispareunia tra cui vaginite atrofica, lichen, distrofie vulvari, malformazioni congenite, herpes genitale e restringimento introitale post chirurgico.

Terapia

Il trattamento della vestibolite vulvare può prevedere diversi approcci che consentono di rendere le sensazioni dolorose meno frequenti e invalidanti. La combinazione terapeutica più efficace viene sempre personalizzata dal medico in base ai fattori predisponenti, alla gravità e alla durata dei sintomi. Per alleviare le manifestazioni della vestibolite vulvare, innanzitutto, è indicato evitare le sostanze irritanti (es. saponi aggressivi per l’igiene intima) e cambiare gli stili di vita inappropriati. I farmaci più usati per lenire il dolore a livello locale sono la lidocaina (anestetico locale) o il sodio cromoglicato, che stabilizza le membrane dei globuli bianchi, comprese quelle dei associati, interrompendo l’infiammazione neurogena alla base della problematica. Talvolta per interrompere il dolore cronico viene indicata l’assunzione di farmaci sistemici (es. antidepressivi triciclici, anticonvulsivanti, ecc.) finanche ad arrivare alla psicoterapia cognitivo comportamentale e alla terapia sessuologica per ritrovare il piacere dell’intimità.

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I tradizionali approcci terapeutici, utili a livello sintomatico, sono stati superati grazie all’evoluzione di nuove tecnologie che permettono, in modo indolore e non invasivo, una guarigione veloce, completa e duratura nel tempo, mediante l’elettroporazione e la radiofrequenza. Queste consistono in una innovativa tecnica, indolore, senza effetti collaterali, senza controindicazioni e priva dell’uso di sostanze dagli effetti collaterali. Con l’utilizzo di questa tecnologia si stimola il trofismo della mucosa vaginale, risolvendo la sintomatologia legata alla atrofia vaginale. Il trattamento con questa tecnologia inoltre produce un impatto sulla mucosa vaginale e sui tessuti sottostanti, determinando una rigenerazione dei fibroblasti che producono glicogeno, collagene ed elastina.
Grazie a questa tecnica, la mucosa vaginale recupera il suo spessore e la donna ritrova la condizione ottimale, simile a quella antecedente la scomparsa dei cicli mestruali, riacquista il turgore e l’idratazione, scompare il dolore nei rapporti sessuali, migliora la secchezza e il bruciore e diminuiscono infiammazione e disturbi urinari.

La radiofrequenza e l’elettroporazione sono nate per essere utilizzate in dermatologia ma la loro potenzialità è stata studiata e applicata anche in ginecologia e gli studi e i risultati ottenuti ne dimostrano l’efficacia. L’ottanta per cento delle donne sottoposte a questo trattamento, infatti, hanno dichiarato di avere trovato un grande e significativo sollievo dopo questa cura


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